La rivolta non può fare a meno di uno strano amore (A.Camus)
Un libro e un film per indagare il nucleo della nostra umanità in compagnia di donne e uomini impegnati sul piano artistico e culturale, della giustizia, della formazione, della comunicazione.
Dopo le testimonianze di “Compagni di viaggio”, una nuova immersione in quello strano amore che ci guida nello stupore del mondo e nell’indignazione verso le sue negatività, che reclama la nostra presenza e ci chiama, che ci indica da che parte stare. Un percorso ricco, emozionante, lucido, inaspettato tra le parole e le immagini di persone che intendono testimoniare così anche il senso del loro lavoro e della loro ricerca.
Questo libro nasce dal lavoro di insegnamento della lingua italiana come L2 che la cooperativa Il Pozzo svolge dal 1997 nelle scuole fiorentine. Il libro è rivolto ad alunni di età compresa tra gli 11 e i 16 anni con una competenza linguistica tra l’A1 e l’A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) per le lingue.
Il libro rappresenta il tentativo di unire la necessità dei ragazzi di acquisire o consolidare competenze di tipo lessicale e grammaticale per la comunicazione quotidiana – nella vita scolastica ed extrascolastica – con l’esigenza dei facilitatori linguistici e degli insegnanti di monitorare l’acquisizione di tali strumenti ai fini della verifica e della programmazione.
Dalla prefazione di Tullio De Mauro: «Le unità didattiche sono nate dal rapporto vivo e reale con generazioni di alunni di madrelingua non italiana dell’area fiorentina. Gli esercizi sono a misura delle esigenze di ragazze e ragazzi che si vanno inoltrando nel possesso dell’italiano. Sono esercizi che vogliono stimolare l’apprendimento. Il testo che li accompagna vuole essere ed è un testo che intende mettersi accanto agli allievi, comunicare con loro, aiutarli con pazienza e perizia a destreggiarsi tra le difficoltà di forme e regole perché [...] acquistino maggior sicurezza nel comunicare. Anni di lavoro e di esperienza didattica si condensano in queste pagine».
…era un profeta disarmato, non un tribuno, non uno fuori di testa;era una voce con il vangelo in mano che chiedeva “chi è che fa camminare i potenti?
Non è il soffio del vento : siete voi”.
Ci rendiamo conto dell’importanza di queste parole?Ecco,quello che lui dice ai fiorentini del ’400, vale anche per oggi, con tutto che sono passati secoli:Savonarola spinge i cittadini, i singoli, a prendere coscienza, ad avere piena consapevolezza della loro forza democratica. E non mi sembra una cosa da poco (…) dall’introduzione di don Andrea Gallo
Storie di vita raccolte nel quartiere delle Piagge. Oltre alle parole e ai ricordi, abbiamo usato il linguaggio del disegno, della poesia e della musica, per provare a raccontare ogni storia in tutta la sua intensità, in tutta la sua autenticità
“Dobbiamo ringraziare Dio per averci dato genitori limitati e fallibili! E’ stato proprio quando ci siamo resi conto che i nostri genitori potevano sbagliare che abbiamo trovato il coraggio di separarci da loro.Se fossero stati infallibili, sarebbe stato quasi impossibile per noi diventare degli adulti autonomi e responsabili” La stessa cosa, dice il teologo John McNeill, vale per la Chiesa, madre altrettanto fallibile. Ma soprattutto, dice rivolgendosi ai credenti gay, lesbiche, transessuali e transgender, ci si deve liberare dalla paura e pensare alla propia condizione come un dono e non come una condanna.
Liberare se stessi per trovare Dio.
Diventare una sola cosa con Dio diventando una sola cosa con il proprio autentico sé
“Il mio albero che poi è l’albero di mia madre Lucia e mio padre Leonardo e di chiunque voglia condividere un po’ delal sua vita con la nostra, è quindi un albero simbolico e come tale necessita forse di una breve spiegazione…”
Un confronto a più voci sulla nonviolenza, tema cruciale della politica e della cultura del nostro tempo, abitate troppo spesso dal sopruso e dalla prevaricazione. Una riflessione aggiornata sui rapporti tra nonviolenza, scienza e religione: emerge così una prospettiva che interroga l’essere umano in tutti gli ambiti della sua conoscenza e della sua vita per sperimentare nuove pratiche di educazione attiva alla nonviolenza
Abbiamo deciso di ripubblicare questo libro perché è uno degli strumenti con cui si fa e si costruisce la nostra scuola e perché vogliamo metterlo di nuovo a disposizione di tutti coloro che, studenti e insegnanti allo stesso tempo, avranno voglia di tentare, di resistere e di lottare per un’altra scuola possibile.
La riedizione di Ridare la parola è infatti un regalo che ci siamo fatti, mentre sui giornali si legge solo di tagli alla scuola pubblica, di dirigenti scolastici disperati ma combattivi,di precari, di classi sovraffollate e di bambini in lista d’attesa…
Un libro sulle nostre ansie quotidiane, dai rom agli immigrati ai lavavetri. Ma anche su due anni di fatti che hanno scosso l’opinione pubblica: dall’omicidio a Roma di Giovanna Reggiani, ai più recenti fatti di razzismo in Italia. Fatti che hanno portato in primo piano il tema della sicurezza e dei diritti (uguali per tutti).
Sta nascendo sotto i nostri occhi in doppio registro di cittadinanza: da un lato leggi e codici per gli autoctoni, dall’altro disposizioni speciali e procedure penali differenziate per gli stranieri.
In questo modo però finisce lo stato di diritto e la democrazia smette di essere tale.
Tacere e pensare “non riguarda me”, mette a repentaglio anche le nostre libertà.
“…Quando dico vado a messa al centro sociale mamma mia pensa che vada in un centro occupato da anarchici ribelli. Le mamme c’hanno sempre ragione… Questo è un posto magico perchè ha un odore proprio che è l’odore di tutte le persone che passano, quelle che ci sono da dieci anni e quelle che, ci stanno due minuti, come il postino, e la cosa fantastica è che all’inizio lo senti, tutte le volte che entri lì, l’annusi e ti piace, anche se non è proprio un profumo…”
Saverio Tommasi di mestiere fa l’attore. Capita spesso alle Piagge, conosce bene don Alessandro e la comunità. Ci piace perché il suo teatro è fatto di impegno civile, di resistenza, di liberazione, di volontà di calarsi a fondo nel mondo e nelle sue magagne. Quando ci ha proposto di scrivere un testo teatrale in cui lui potesse raccontare, a modo suo ma partendo dall’ascolto delle persone della comunità, la vicenda del matrimonio e di quel che è successo dopo, abbiamo subito accettato.
Come casa editrice nata all’interno della comunità, abbiamo deciso di trasformare in parola scritta le storie che incrociamo e viviamo alle Piagge. Storie che secondo noi vale davvero la pena di scrivere, di leggere e far leggere. Questa storia riguarda molto da vicino tutta la comunità. Ci fa piacere che qualcuno possa fermarsi un attimo per farsene attraversare.
Tre interviste a uomini di chiesa: Alessandro Santoro prete
nel quartiere fiorentino delle Piagge, fondatore della omonima Comunità di Base; Andrea Bigalli, parroco a Sant’ Andrea in Percussina (San Casciano Val di Pesa), insegnante e intellettuale militante; Luigi Verdi, fondatore e animatore della fraternità di Romena (nel Casentino)
Tre uomini impegnati a costruire relazioni e spazi di autenticità dove l’ascolto assume un valore centrale; preti che cercano il volto di Dio in ogni persona, che provocano, che accolgono, che inquietano, che abbracciano, che reclamano assunzioni di responsabilità individuale e collettiva.
Uomini dell’utopia che leggono il mondo all’insegna della trasformazione possibile nella prospettiva del “perchè no? Perchè non può andare avanti diversamente?”
La mia vita: ieri uomo, oggi donna, storia di metamorfosi e di lotta.
“Ero un uomo e adesso sono una donna”. In questa breve affermazione è condensata la storia di Sandra Alvino e tutta la sua fatica (dalla prefazione di Don Luigi Ciotti).
Il racconto di una vita intensa, vissuta combattendo per divenire ciò che lei sa e si sente di essere.
Un resoconto minuzioso e appassionante della storia del volo di Sandra verso la sua terra promessa, che più volte sprofonda all’inferno e si scontra con la durezza degli uomini e del mondo, ma che non molla e finalmente raggiunge il luogo che desiderava.
La veridicità e l’asprezza del racconto di Sandra rendono la lettura piena di stimoli e spunti su cui riflettere, soprattutto raccontandoci un po’ delle persone che ci vivono accanto e che troppo spesso, per le tante barriere mentali e culturali, stentiamo a conoscere.
Dall’introduzione di Paul Ginsborg: “Francesca Manuelli ha messo in condizione giovani e vecchi di far sentire la propria voce e così facendo di creare una storia che altrimenti sarebbe andata perduta per sempre.”
Un libro denso, particolare e profondamente coinvolgente. La storia di un quartiere, per la prima volta raccontato, e delle persone che ci vivono. Una ricostruzione attenta del territorio, osservato da diversi punti di vista, storico, urbanistico e sociale.
Un lavoro che riporta le menti, senza soluzione di continuità, alle moltissime periferie del nostro mondo moderno, un archetipo utile a capire gli errori ma non di meno le speranze degli uomini che vivono ai margini delle metropoli.
Un ritratto fedele di un pezzo di città ed insieme di una comunità, nata in queste periferia, che rimane e continua ad essere, citando Alex Zanotelli, positiva provocazione.
Questo libro è esaurito, presto la nuova edizione aggiornata.
Trenta anni di vita passati tra il carcere ed il manicomio criminale, trenta anni fatti di soprusi e di violenze. Leggendo questo racconto viene da chiedersi come sia possibile che ciò possa accadere e ci rendiamo conto di quanto sia sottile in fondo quel filo che giorno dopo giorno ci separa dal baratro. La risposta è nel libro di Mimmo… nessuno disposto ad ascoltarti. Anche solo questo è un valido motivo per leggere questo libro, proprio per ascoltare.
Percorsi di finanza etica e sociale. Il ricavato andrà a sostegno del progetto di microcredito delle Piagge.
Dal quartiere popolare delle Piagge alla periferia di Firenze, dove è nato e cresciuto un progetto di finanza critica che da credito alle persone ed alla loro speranza di futuro, una raccolta di spunti e riflessioni. Per chi ha voglia di reagire in maniera decisa contro la ragnatela di trappole consumistiche e non solo, che rischia, oggi più che mai, di soffocarci, di strangolare il sistema economico-finanziario che ci siamo regalati.
Testimonianze ed opinioni da tenere presenti, da consultare ogni volta che si ha bisogno di ridarsi lo slancio per provare a scendere dal treno dello sviluppo senza limiti: “non possiamo fare compromessi, dobbiamo rompere con la logica infernale della crescita” è quanto ci suggerisce Serge Latouche, una delle voci di questo libro.
“Stasera ho provato a mettere un disco di Beethoven per vedere se posso ritornare al mio mondo e alla mia razza e sabato far dire a Rino: “Il priore non riceve perchè sta ascoltando un disco”. [...] Volevo anche scrivere sulla porta “I don’t care più”, ma invece me ne care ancora molto.”